Era il cinema dei ‘telefoni bianchi’, la versione chic e raffinata di quelli neri in bachelite, più economici e diffusi: e ‘Cavalleria’ è uno di quei film, il secondo della lunga e brillante carriera di Amedeo Nazzari che ne era il protagonista.
In ‘Cavalleria’ Nazzari interpretava l’affascinante tenente Solaro, con l’infelice amore per la contessina Speranza , il destino strappalacrime di Mughetto, il suo bel cavallo e la sua conseguente scelta di passare all’Aviazione.
Come in effetti fecero diversi ufficiali italiani (e non solo) appena prima dello scoppio della Guerra Mondiale. Gli stessi compiti di esplorazione dell’Arma Veloce ma svolti con i mezzi allora più moderni, gli aeroplani.
Ma qui parliamo di cinema e di Piazza di Siena: dove nel 1936 furono girate alcune scene del film ambientato nel 1901 e diretto da Goffredo Alessandrini, che venne poi presentato alla 4° Mostra del Cinema di Venezia.
Ne scriveva anche ‘L’Eco del Cinema’ del giugno 1936: “Altre scene, anche esse interessantissime per eleganza e finezza, erano state già girate nei giorni precedenti a Villa Borghese, durante lo svolgimento del concorso ippico a Piazza di Siena. Erano le commoventi scene del finale del film, pieno di una profonda bellezza e di una grande umanità. Esaltazione dell’amore più puro e più romantico e della più alta nobiltà di eroismo”.
Ma ovviamente in molte altre erano coinvolti cavalli e cavalieri: interi squadroni, a dire il vero, come racconta sempre lo stesso periodico:
“Il gr. uff. G. D. Musso, che è della I.C.I. fondatore e animatore, dopo aver legato il suo nome a Scarpette al sole che è stato il più grande successo della stagione scorsa, ha voluto quest’anno attuare un piano eccezionalmente importante. Che ha per principio con un grande film la cui vicenda si svolge attorno al clima trent’anni.

Amedeo Nazzari con il cavallo che interpretò Mughetto in Cavalleria
Il film s’intitola Cavalleria e, attraverso la sublime vicenda d’amore, costituisce l’esaltazione dell’arma nobilissima nelle sue gesta più gloriose. Il soggetto è di Oreste Biancoli e Salvator Gotta, sceneggiato da Alessandrini e Vergano. Direttore di produzione è l’avv. Angelo Besozzi; regista, Goffredo Alessandrini; collaboratore artistico, Oreste Biancoli; aiuto regista, Umberto Scarpelli; operatore, Václav Vích; scenografo, Gastone Medin.
Le musiche saranno composte dal maestro Masetti. I costumi sono stati realizzati su bozzetti di Sensani, dalla Casa d’Arte di Roma.
Gli interni saranno girati alla Cines, gli esterni a Torino, a Pinerolo nella Scuola di Cavalleria, a Voghera, a Tor di Quinto, a Centocelle.
Parteciperanno alle riprese interi squadroni di cavalleria, numerose squadriglie d’aeroplani, alcune batterie da campagna. Le prime scene sono già state girate in Roma, a Villa Borghese, durante il Concorso Ippico a Piazza di Siena.
Una delle scene culminanti, la grande carica di cavalleria, è stata realizzata in questi giorni col concorso di tre squadroni del Genova Cavalleria. L’inizio della lavorazione in interni è stato eseguito il 20 maggio, negli Stabilimenti Cines.
Gli interpreti, scelti con la cura che era richiesta dall’importanza della produzione, sono i seguenti: Elisa Cegani nella parte di Speranza, Silvana Jachino in quella di Carlotta; Amedeo Nazzari sarà il tenente Solari. Enrico Viarisio il tenente Rolla; Mario Ferrari il capitano Ponza; Anna Magnani, Fanny; Clorinda Padova, la contessa de Frassenet; Romolo Costa, il maggiore Martelli. Adolfo Geri, Vittorio; Ernest von Nadhery, il barone Osterreicher”.
Come notava Giorgio Salvio su Oggi del 28 luglio 1949, “…l’alto patriziato piemontese si mosse in blocco e gratuitamente per prendere parte alla realizzazione della pellicola che, tra l’altro, rimase un documento dell’ultima vera, austera, dignitosa aristocrazia italiana”.
Una partecipazione ben gradita, continua Salvio: “…produttori e i registi preferiscono i nobili agli altri generici. Specie quando si tratta di rappresentare il mondo elegante occorre gente cho lo sia, o per lo meno che lo sia stata un tempo. Infine, il generico tende a farsi pagare meticolosamente quello che gli spetta, mentre il blasonato è più “signore” e si presta anche per divertimento”.
Ma riprendiamo da L’Eco del Cinema: “L’elenco artistico, la preparazione minuziosa della produzione, la ricchezza dei mezzi che la S.A. Industrie Cinematografiche Italiane ha messo a disposizione dei realizzatori, la collaborazione attiva e generosa della Direzione Generale per la Cinematografia sono garanzia sicura del successo che arriderà a Cavalleria sugli schermi italiani.
Squilla una tromba. Risponde un urlo immenso: Savoia! Ed ecco fra una nube di polvere, lanciati allo sfrenato galoppo di un attacco di centinaia di cavalleggeri passare come un turbine sulle verdeggianti colline di Centocelle.
L’impeto della finzione si è fatto così vivo e reale nel cuore degli uomini, che essi a mala pena riescono a raffrenare i cavalli quando Vich, l’impassibile operatore di Cavalleria, abbandona la macchina e si mette a saltare come un bambino per la gioia della scena perfettamente riuscita.
Ritornano indietro gli squadroni, per iniziare le altre scene e ancora, nei cavalli e negli uomini, è il fremito della carica, come se lo squillare delle trombe avesse ancora un eco nella campagna silenziosa.
Sulla ondeggiante pianura di Centocelle si è ricostruita, così, una delle gesta più gloriose della Cavalleria Italiana. La disperata carica eseguita da tre squadroni di Cavalleria a Pozzuolo del Friuli, durante la grande guerra, carica che costituisce parte integrante di questo film, esaltatore della nobilissima arma.
La bellezza della scena, alla quale assistevano personalità del mondo cinematografico e del mondo artistico italiano, ha colpito gli stessi soldati che vi hanno preso parte. E gli stessi ufficiali che li comandavano, pur adusati a spettacoli magnifici di vigore, di destrezza e di audacia”.
Il 4° Reggimento “Genova Cavalleria” è il più antico fra i reggimenti dell’arma di Cavalleria dell’Esercito Italiano, e il solo ad aver guadagnato de medaglie d’oro allo Stendardo per lo stesso fatto d’arme. Attualmente è inquadrato nella Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” e ha sede a Palmanova. È il solo reggimento dell’Esercito Italiano ad essere stato ricompensato con due medaglie d’oro allo Stendardo per lo stesso fatto d’arme, la battaglia del Bricchetto del 1796.

























